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I want to speak of the "Silence That Kills"

 

Spread the Information

Like in most countries, Italian television provides what the audience wants: tantalizing near-nudity, sex, violence, and dreamy wealth. And, like in most countries, this results in vapid programming containing little or no value, educational or otherwise. Is this what our audiences really need?

To put this into perspective: a mere forty years ago, audiences enjoyed themselves when everyone on the screen threw pies at each other. Television has not shown much progress since then.

Television is the capstone of the entertainment business, but it is also, arguably, the single most important medium today. Television should continue to entertain, but should also be used to spread important information. It is safe to say that medical news and information should be included and given the top priority.

Audiences must be informed of the progress of medicine and the latest cures and treatments of deadly diseases such as cancer. Many of us, myself included, have lost family members and friends to these diseases. And most of us are still unaware that cures exist.

With all this in mind, I decided to take the first step. I researched these types of pathologies and discovered that cures exist for many of them. I also discovered that large medical companies would prefer these cures be kept quiet, for fear that they would become unable to sell their own, ineffectual treatments.

In order to share this new awareness with the general public, I created and directed this film. Aptly entitled "Silence That Kills," it proves that genetic and medical researches are only too willing to share information on these subjects. Michela Diamanti, who plays the protagonist, interviewed leading researchers, and discovered that the only reason they were silent was because of a marked lack of interest in their findings.
This situation must change, and we need the help of everyone to cause this shift. People need to know about these things, and we, through this website, intend to bring them to light.

 

 

Cari amici, sono disgustato dall'indifferenza che circonda l'argomento della genetica terapeutica. Poca l'informazione, pochi i seminari di formazione medico-professionale! Ma cosa gravissima, poca è l'informazione su di un miriade di ricercatori che hanno certamente cure e soluzioni terapeutiche, testate e funzionati, che però non vengono portati a conoscenza delle masse. Si perchè per chi si sente collocato un po' più in alto di una persona normale, noi siamo la massa e lui, casomai il giornalista o il luminare, nell'espletamento della sua attività professionale, si pavoneggia o decide quello che dobbiamo o non dobbiamo sapere.

Ridicolo è poi chi si trincera dietro a  terminologie mediche , che risultano per i più, incomprensibili.

In fatto di medicina e salute si può spiegare tutto in termini estremamente comprensibili a tutti ... ma questo forse toglie potere ed allora non si applica. In questi giorni sto assiduamente conversando con il Prof. Giordano con cui credo, si possano porre in esssere iniziative atte ad informare, o forse molto di più. Vi terrò informati.

 


Possiamo eliminare il cancro!

 

Scoperto il ruolo-chiave del gene Rb2

Giuseppe Micali

Si chiama Antonio Giordano, già noto a livello internazionale per importanti scoperte contro il cancro, un cervello fuggito dall'Italia, grazie a Dio, una mente brillante, allievo dello scienziato James Dewey Watson, medico statunitense, vincitore del premio Nobel con Crick per la scoperta della struttura a doppia elica del DNA.

È professore ordinario di Patologia presso la "Temple University" di Philadelphia, dove attualmente è direttore dello "Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine" e del "Centro di Biotecnologia" nel "College of Science and Technology".

Il giovane scienziato, nel 1993, isola il gene Rb2 del ceppo del Retinoblastoma, che agisce come soppressore del tumore, bloccando la replicazione di cellule danneggiate.

Se questo gene o la sua espressione proteica sono alterati, prevale la replicazione di cellule malate.

"La prossima frontiera, disse Giordano, è la decodificazione del "libro della vità" dobbiamo imparare la grammatica e la sintassi, capire come dialogano i geni tra loro.

Sicuramente ogni malattia dipende dalle alterazioni di più geni, il che si esprime in un'alterazione del dialogo tra di essi." Antonio Giordano, assieme ai ricercatori della "Temple University" di Philadelphia, hanno scoperto, oggi, il ruolo-chiave del gene Rb2 nella proliferazione dei tumori al polmone e anche alla mammella e hanno dimostrato, per la prima volta, che il gene Rb2 può bloccare anche l'angiogenesi e inibire il processo angiogenico, cruciale nella crescita del cancro.

 

 

"Abbiamo isolato il gene Rb2 nel 1993, e, nel 1999, abbiamo applicato sui topi la terapia genica, che utilizza questo soppressore del tumore, come farmaco molecolare contro il carcinoma, non a piccole cellule, del polmone.

 

Tra non molto passeremo agli esperimenti sull'uomo... non a piccole cellule, del polmone.

Tra non molto passeremo agli esperimenti sull'uomo...

Possiamo eliminare il tumore, ma non sappiamo se lo stiamo eliminando in maniera diretta o attraverso una serie di eventi."

"In particolare, è stato osservato che nei tumori al polmone questo gene è disattivato, ma se reintrodotto controlla altri 70 geni implicati, a vario titolo, nella crescita dei tessuti neoplastici."

La sperimentazione sui topi, ai quali è stata attivato il tumore polmonare, ha dato il risultato di una regressione della neoplasia in 450 casi su 500.

L'Rb2 dirige anche i meccanismi molecolari del tumore alla mammella, interferendo con i trattamenti terapeutici.

"Il gene", dichiara, "cattura molecole e le aggancia ad altri geni che sono deputati alla regolazione dei recettori per gli ormoni estrogeni.

Ma in caso di tumore al seno, le cellule tumorali non esprimono più il recettore degli estrogeni, e l'Rb2 invia un segnale che provoca il fallimento della terapia."

Dichiara il professor Giordano: "Questa scoperta è sorprendente e stiamo creando dei farmaci biologici più intelligenti e stiamo imparando il modo in cui questi influenzano la crescita del tumore cercando allo stesso tempo di creare dei sistemi di somministrazione più sofisticati

 

 

 

 

 

che ci permettano di combattere i tumori in maniera più efficace."

"L'America mi ha dato tutto nei momenti più importanti della mia vita.

Ma io non posso cambiare: sì, a volte sento forte il richiamo delle radici.

In 13 anni ho ottenuto tredici milioni di dollari per fare ricerca.

Lo "Sbarro Institute" ci costa cinque milioni di dollari l'anno, soldi che arrivano da donazioni private e da finanziamenti statali.

"Vogliamo lanciare un forte messaggio ai giovani ricercatori, il nostro desiderio è quello di trattenere in Italia le menti brillanti, affinché la collettività possa godere dei benefici che derivano dalla loro ricerca."

"Ragazzi scelti a pelle", a me non interessa quello che sanno quando arrivano nel mio istituto. Mi interessa il desiderio che li anima, la loro voglia di mangiarsi il mondo. Li incontrerò personalmente uno ad uno, perché voglio dare al maggior numero possibile di ragazzi la possibilità, che io non ho avuto, di realizzare i loro sogni nel Paese in cui sono nati".

C'è un'altra "malattia" da combattere che, forse, il professor Giordano non riuscirà mai a sconfiggere: "la sovranità".

Finchè in Italia regnerà il "mediocre", che si ostina a mettere da parte le menti brillanti per paura che si possa scoprire la sua stupidità, i cervelli continueranno a fuggire e l'università italiana continuerà ad essere la madre della cultura degli altri