Si chiama Antonio Giordano, già noto a
livello internazionale per importanti scoperte contro il
cancro, un cervello fuggito dall'Italia, grazie a Dio, una
mente brillante, allievo dello scienziato James Dewey
Watson, medico statunitense, vincitore del premio Nobel con
Crick per la scoperta della struttura a doppia elica del
DNA.
È professore
ordinario di Patologia presso la "Temple
University" di Philadelphia,
dove attualmente è direttore dello "Sbarro Institute for
Cancer Research and
Molecular Medicine" e del "Centro di Biotecnologia" nel
"College of Science and Technology".
Il giovane
scienziato, nel 1993, isola il gene Rb2 del ceppo del
Retinoblastoma, che agisce come soppressore del tumore,
bloccando la replicazione di cellule danneggiate.
Se questo gene o
la sua espressione proteica sono alterati, prevale la
replicazione di cellule malate.
"La prossima
frontiera, disse Giordano, è la decodificazione del "libro
della vità" dobbiamo imparare la grammatica e la sintassi,
capire come dialogano i geni tra loro.
Sicuramente ogni
malattia dipende dalle alterazioni di più geni, il che si
esprime in un'alterazione del dialogo tra di essi." Antonio Giordano,
assieme ai ricercatori della "Temple University" di
Philadelphia, hanno scoperto, oggi, il ruolo-chiave del gene
Rb2 nella proliferazione dei tumori al polmone e anche alla
mammella e hanno dimostrato, per la prima volta, che il gene
Rb2 può bloccare anche l'angiogenesi e inibire il processo
angiogenico, cruciale nella crescita del cancro.
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"Abbiamo isolato
il gene Rb2 nel 1993, e, nel 1999, abbiamo applicato sui
topi la terapia genica, che utilizza questo soppressore del
tumore, come farmaco molecolare contro il carcinoma, non a
piccole cellule, del polmone.
Tra non molto passeremo agli esperimenti sull'uomo...
non a piccole cellule, del polmone.
Tra non molto passeremo agli esperimenti sull'uomo...
Possiamo eliminare il tumore, ma non
sappiamo se lo stiamo eliminando in maniera diretta o
attraverso una serie di eventi."
"In particolare, è stato osservato che
nei tumori al polmone questo gene è disattivato, ma se
reintrodotto controlla altri 70 geni implicati, a vario
titolo, nella crescita dei tessuti neoplastici."
La sperimentazione sui topi, ai quali
è stata attivato il tumore polmonare, ha dato il risultato
di una regressione della neoplasia in 450 casi su 500.
L'Rb2 dirige anche i meccanismi
molecolari del tumore alla mammella, interferendo con i
trattamenti terapeutici.
"Il gene", dichiara, "cattura molecole
e le aggancia ad altri geni che sono deputati alla
regolazione dei recettori per gli ormoni estrogeni.
Ma in caso di tumore al seno, le
cellule tumorali non esprimono più il recettore degli
estrogeni, e l'Rb2 invia un segnale che provoca il
fallimento della terapia."
Dichiara il professor Giordano:
"Questa scoperta è sorprendente e stiamo creando dei farmaci
biologici più intelligenti e stiamo imparando il modo in cui
questi influenzano la crescita del tumore cercando allo
stesso tempo di creare dei sistemi di somministrazione più
sofisticati
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che ci permettano di combattere i tumori in
maniera più efficace."
"L'America mi ha dato tutto nei
momenti più importanti della mia vita.
Ma io non posso cambiare: sì, a volte
sento forte il richiamo delle radici.
In 13 anni ho ottenuto tredici milioni
di dollari per fare ricerca.
Lo "Sbarro Institute" ci costa cinque
milioni di dollari l'anno, soldi che arrivano da donazioni
private e da finanziamenti statali.
"Vogliamo lanciare un forte messaggio
ai giovani ricercatori, il nostro desiderio è quello di
trattenere in Italia le menti brillanti, affinché la
collettività possa godere dei benefici che derivano dalla
loro ricerca."
"Ragazzi scelti a pelle", a me non
interessa quello che sanno quando arrivano nel mio istituto.
Mi interessa il desiderio che li anima, la loro voglia di
mangiarsi il mondo. Li incontrerò personalmente uno ad uno,
perché voglio dare al maggior numero possibile di ragazzi la
possibilità, che io non ho avuto, di realizzare i loro sogni
nel Paese in cui sono nati".
C'è un'altra "malattia" da combattere
che, forse, il professor Giordano non riuscirà mai a
sconfiggere: "la sovranità".
Finchè in Italia regnerà il "mediocre",
che si ostina a mettere da parte le menti brillanti per
paura che si possa scoprire la sua stupidità, i cervelli
continueranno a fuggire e l'università italiana continuerà
ad essere la madre della cultura degli altri
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